Ne avevo già parlato qui: Il Pitch Perfetto esiste? —> Spunti interessanti e analisi - Discussioni / Media - StartBack
Qui trovate il nuovo episodio: L’energia INFINITA è possibile? La startup che divide 4 Esperti | EP. 2
Questa volta Silicon è tornata con un nuovo episodio e un nuovo brand, il messaggio mi sembra chiaro, Silicon entra a far parte dell’ecosistema di innovazione e startup e lo alimenta dal suo interno.
Come al mio solito lascerò qui qualche spunto di riflessione da portarsi a casa come founder, prima le note sui feedback degli esperti, poi un mio feedback personale:
1 Prometheus Plasma Systems - Brando Rettino
- Qui (secondo me) Francesca dice tra le righe qualcosa di molto piĂą grande:
non puoi dirmi semplicemente che sarai il migliore, mi devi anche raccontare COME.
E’ quello che leggo tra le righe. Se hai un MVP, parti da qui e poi presentami la roadmap che mi spiega perché arriverai lì.
L’altra cosa che emerge dal commento di risposta del founder, che in realtà emerge molto più spesso di quanto si pensi: quando si pitcha in EU in un pitch for investors, non basta vendere il sogno, serve anche la concretezza di far capire perché e come si raggiungerà quel target. - Pablo da un consiglio enorme (specialmente se sei deep-tech):
Il consiglio è quello che in realtà vale per tutti i pitch. Siate chiari, sintetici, non riempite le slide di keywords e dati che nessuno comprenderà .
Torna nuovamente il tema della concretezza e di capire come arriverai al target con una roadmap chiara. - La confusione del pitch non lo rende chiaro, questo non è un dettaglio, non sempre ad un pitch consegue un one-to-one per poter dettagliare. Un pitch confusionario può letteralmente farti perdere opportunità .
- Standing-ovation per Luca, poco da aggiungere, il suo commento dice tutto: una startup non è solo SaaS. Si può fare innovazione vera, grazie per averlo ricordato.
Il mio feedback:
Qui mi accodo sul mettere ordine, ma più di tutto mi accodo al feedback di Luca, è questo che vogliamo vedere, quindi complimenti a Prometheus.
- Qui torniamo nuovamente ad un discorso di chiarezza e seguono esattamente le stesse le riflessioni giĂ fatte qui sopra.
Francesca chiarisce però un punto: Il mercato di riferimento deve essere chiaro.
Delle volte lo è nella nostra testa, ma non per chi ci ascolta.
Qui chi è il tuo target, la scuola? il rappresentante? il singolo studente?
Ognuno di questi target cambia completamente tutto ed è bene che sia chiaro fin da subito. - GTM Strategy, questo fa capire quanto puoi scalare, sbagliare la GTM è quello che ti sposta da essere una startup ad una PMI (assieme a molte, anzi, moltissime altre cose).
Certo è chiaro che c’è differenza tra prendere un utente alla volta, o come Satispay (Cit. a caso) mettere il welfare, entrare in un’azienda e prendersi 10,100,1000 + utenti in un colpo solo. - Modello di business, non può essere assente, e qua, torniamo con i piedi sulla terra e una bella doccia fredda quando cerchiamo investors. Chi investe in startup, crede nel founder, nell’idea e nella capacità di execution, ma la realtà è che come al solito c’è un non detto: “Come mi fai fare soldi?”. Perché si, la realtà è ANCHE questa. Ovviamente, inutile dire che avere un modello di business chiaro e funzionante, non serve solo agli investors, serve anche al founder per capire se l’idea e il progetto è sostenibile.
- Non confondiamo le metriche e impariamole a leggere, download non significa utenti attivi e, ancora meno, non significa utenti paganti.
- Qui Luca mette nuovamente un tassello fondamentale.
E’ un pain vero? Vitamina o Antidolorifico? Ne avevo parlato qui
E poi dice una cosa che forse passa inosservata è che spesso viene sottolineata per chi è dentro questo mondo: I tuoi competitor sono AdSense e Meta Ads.
Dire che non esistono competitor è sempre un brutto segnale, o non conosci il mercato, o non lo hai capito. E come spesso accade, anche un foglio Excel può essere il tuo competitor. - Se il problema che risolvi è un tuo problema DILLO CHIARAMENTE.
Il mio feedback:
Su business model, forse questo caso, può essere uno di quei casi dove il modello di business arriva dopo, quando hai una community grande e ( soprattutto ) la distribution. Chiaro è che questo non è scontato da ottenere e non è detto che serva raccogliere per scalare quel tanto che basta. Messa così, la vedo più una “scommessa” da provare a bootstrappare.
- Scegliere il pitch giusto per il giusto pubblico, per questo è essenziale avere un pitch-deck diversificato (anche se in questo caso IO non l’ho trovato troppo fuori luogo).
- Parti dal problema, se riesci a farmelo percepire (letteralmente deve essere una sensazione negativa vera che chi ti ascolta prova) hai già fatto metà strada. Non è vendere fumo, spesso chi ti ascolta non conosce la materia e non conosce il problema. Riuscire attraverso il pitch a far percepire (anche fisicamente) quanto è grande il pain, attiva l’attenzione. Va da sé che la soluzione che proponi (value proposition) deve avere altrettanta forza.
- Riassumo qui la perla di Paolo (si, la trascriverò tutta):
Data la condizione necessaria, di un team valido e possibilmente completo, il successo è dato da = prodotto * mercato * quote di mercato. (segnatevela!)
Paolo sembra essere quello che è un investitore, non recita una parte, non tende a giocare e dice le cose chiaramente. ARR e valutazione 3M da dove arrivano? che dati ci sono a supporto? - Tornano le metriche usate male, +11M views e 25 lead chiusi, non torna.
- Sarà un ripetizione ma ne vale la pena: gli investitori sono bombardati di pitch che arrivano da ovunque, fornire tutte le informazioni chiare per il giusto contesto è quello che decide se vai a colloquio o se otterrai scena muta.
- L’importanza di definire bene TAM\SAM\SOM di cui avevo parlato qui. E qui Pablo fa una distinzione precisa, questo va costruito bottom-up.
Il mio feedback:
Che dire, capisco di cosa si parla, ma non voglio commentare il problema perché non lo conosco da vicino, qui però Gabriele ha fatto tutto quello che non è stato fatto da Prometheus, non credo che io conosca il mondo del rendering più di quanto non conosco la fusione nucleare, eppure il problema è chiaro, il messaggio anche. Quel 13x più veloci, 66% più economici con 80% di profit arrivano dritti in faccia e non fanno male, anzi..
Probabilmente ci sono alcune lacune, e sono emerse, anche io mi associo a Paolo, la parte di mercato è stata praticamente assente. Diciamo che per come è stato costruito questo pitch, contestualizzato in questa location, mi sembra quasi perfetto. Sicuramente la voglia di dire “raccontami di più” e colmare le lacune viene, quindi che dire? target raggiunto?
Non lo so, in effetti qui Paolo in qualche modo, tra le righe, tira fuori un tema giĂ emerso:
Gli investor pitch (EU) non possono vendere solo il sogno, serve concretezza e si vede chiaramente la bastonata tra i denti che ti arriva da un investor e dal suo modo di ragionare (i numeri $$).
Qui ci tengo ad aprire una parentesi (una delle tante) Paolo sembra spesso diretto e severo, e questo è un punto che fa riflettere, perché fuori dai riflettori dei media che propinano startup unicorno a non finire, questa è la realtà di quello che succede e che i founder si troveranno ad affrontare. Questa è forse la migliore lezione che ci possiamo portare a casa da questa puntata.
Bisogna essere preparati sui numeri e sulla solidità del progetto, il sogno di alcuni canali YouTube e media in generale, è qualcosa che vive solo sugli schermi dei nostri device, davanti ad un investitore non c’è la “performance teatrale”, ci sono i numeri. Quindi grazie Paolo (chiusa la parentesi).
Ultimo ma non meno importante, la lucidità e la sicurezza sulla materia e nel suo dare le risposte, ti fa capire quanto Gabriele è dentro la cosa. E generalmente questo è grandissimo segnale che infonde fiducia. Complimenti.
Conclusioni:
Ci sarebbero tante cose da aggiungere ma mi fermo qui, anzi no.
Sono abituato a guardare contenuti a tema startup, ne siamo pieni e format simili non sono esattamente la novitĂ , inutile citare i piĂą blasonati.
Dal mio punto di vista, Silicon aggiunge un livello che ci riporta alla realtà , questa è un’arma potentissima per ogni founder, specialmente early-stage. Questo format lascia molto meno spazio all’intrattenimento e alla teatralità e fornisce strumenti e spunti che possono essere asset per founder e futuri tali.
Come ho già detto, il livello degli esperti è incommensurabile, ed è da loro che ci si porta a casa le cose di maggior valore per chi vuole fare.
Ascoltare i loro feedback ti lascia ogni volta qualcosa di estremamente concreto e prezioso da portare a casa, non la visione illuminata da social-media che sembra irraggiungibile, uno di quei preziosi consiglio che arrivati a casa ti permette di mettere le mani in pasta per riordinare le cose.
Complimenti a Silicon.
Per chi fosse interessato a candidarsi al prossimo evento:
Pitch, Investitori & Riflettori · Startup event a Roma Biglietti, mercoledì 28 ottobre • 18:30 - 22:30 | Eventbrite
GLI ESPERTI
- Paolo Angelucci — Serial Business Angel
- Luca Barboni — Multipreneur, autore e Growth Advisor
- Francesca Parisi — Innovation Analyst, ZEST Group
- Pablo Docimo — CEO di 20V, early stage investor e venture builder