Mappa aggiornata di cosa c’è sul piatto adesso per chi sta costruendo. Alcune appena uscite, il resto è già in piedi da mesi o da anni, ma è roba che è bene sapere.
Smart&Start cambia pelle. È la novità più grossa. Il MIMIT ha firmato un decreto il 13 luglio 2026, pubblicato il 2 settembre, che aggiorna la misura per allinearla alla nuova definizione di startup innovativa della legge 193/2024. In concreto: la platea si allarga (non più solo piccole imprese, ma micro, piccole e medie), resta fuori chi fa prevalentemente agenzia o consulenza, la valutazione dei piani si semplifica, la rendicontazione si alleggerisce e si allargano gli investitori che permettono di convertire parte del prestito in fondo perduto. La base non cambia: investimenti tra 100.000 e 1,5 milioni, tasso zero fino all’80% delle spese (90% se il team è tutto donne o under 36), sportello sempre aperto, si valuta in ordine di arrivo. Il punto da tenere a mente: queste modifiche diventano operative solo quando esce la circolare attuativa del MIMIT. Fino ad allora valgono le regole di prima, quindi è una novità annunciata ma non ancora in vigore. (normativa Invitalia, scheda MIMIT)
Già cambiato da luglio: ON perde il fondo perduto. Non è di questa settimana, ma se non lo sai ti fa perdere tempo. Con un avviso del 30 giugno, Invitalia ha esaurito le risorse per la parte a fondo perduto di ON (Nuove imprese a tasso zero). Dal 1 luglio 2026 chi presenta domanda accede solo al finanziamento a tasso zero, fino al 90% e restituibile in 10 anni. Se avevi in testa ON proprio per il contributo a fondo perduto, quel pezzo non c’è più. (comunicato Invitalia)
Il resto: non è novità, ma è sempre buono ricordare Tre strumenti già attivi che possono essere utili per casi specifici.
Autoimpiego Centro-Nord, sportello aperto dal 15 ottobre 2025. È il gemello di Resto al Sud per le regioni del Centro-Nord (Piemonte incluso), dote da 219,6 milioni, per under 35 inattivi, disoccupati, GOL e working poor. Voucher fino a 40.000 euro, oppure contributo a fondo perduto fino al 65% su un investimento fino a 200.000. Con lo stop di ON è diventato uno dei pochi fondi perduti ancora in piedi, anche se è più da autoimpiego che da startup tech. (pagina Invitalia)
Credito d’imposta per incubatori e acceleratori certificati, domande dal 30 marzo 2026. L’8% su un investimento massimo di 500.000 euro l’anno (quindi fino a 40.000 di credito), in regime de minimis, ma con un fondo complessivo piccolo, 1,8 milioni l’anno: si va a esaurimento. Serve a chi accelera startup, non alla singola startup. (comunicato Invitalia)
Fondo Italia Venture I di CDP Venture Capital, che esiste dal 2015 (vecchio, ma sempre operativo): co-investe fino al 70% di un round insieme a investitori privati, con ticket tra 500.000 e 1,5 milioni. Se cerchi equity e non un prestito, è un canale da conoscere. (scheda del fondo)
Due note pratiche. Per Smart&Start, da novembre 2025 le domande passano da una piattaforma nuova di Invitalia: se hai vecchi riferimenti, aggiornali. E in generale: date e cifre qui sopra le ho controllate sulle pagine ufficiali a settembre 2026, ma bandi e circolari cambiano in fretta. Prima di muoverti sul serio, apri sempre la pagina Invitalia o MIMIT aggiornata al giorno.
Se qualcuno di voi ha già presentato con uno di questi sportelli, o sta aspettando la circolare di Smart&Start per partire, scrivetelo qui sotto: un’esperienza diretta vale più di dieci guide.